Sabato, 10 Novembre 2012 16:47

Ayn Darah, dove Ishtar lasciò le sue impronte

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Situato nel nord della Siria, a circa 40 miglia a Nord-Ovest di Aleppo e a poca distanza dal confine turco, Ayn Darah (o Ain Dara) è un tempio siro-hittita, risalente al 1300 a.C. Edificato su un insediamento databile al periodo calcolitico (IV millennio a.C.) e scoperto solo nel 1955, è l'edificio di culto ritenuto più simile al tempio biblico di Salomone, percaratteristiche ed epoca di costruzione, del quale ha contribuito a svelare molti misteri e di cui è pressoché coevo.

Un esempio è quanto riporta la Bibbia in 1 Re 06:05 a proposito del fatto che il tempio di Salomone fosse circondato da strutture chiamate enigmaticamente “sela'ot”, termine tradotto con “camere laterali”. Ayn Darah rivela, in modo piuttosto convincente che tali camere laterali corrispondono al corridoio che avvolge il tempio.

 

 

L'attribuzione del culto per il quale Ayn Dara fu costruito è tutt'ora controversa, ma l'abbondanza di bassorilievi e statue leonine in tutta la struttura e la presenza di una raffigurazione della “montagna di Dio” sono chiare indicazioni, secondo Ali Abu Assaf che scoprì e scavò per primo il sito, di una dedicazione del tempio alla dea Ishtar, la dea madre mesopotamica, identificata con la divinità ugaritica Anath.

Fu costruito in tre fasi successive: 1300-1000 a.C. ; 1000-900 a.C. ; 900 – 740 a.C. E' interessante notare che le le due fasi che seguirono a quella iniziale non hanno mutato in alcun modo il progetto, limitandosi ad aggiungere, rispettivamente, elementi decorativi ed un porticato esterno. Del santuario si conservano solo il basamento, la vasca cerimoniale e le due grandi statue leonine all'ingresso, elementi che ci possono comunque svelare molti particolari di questo antico luogo di potenza.

 Gli elementi più sconcertanti di ciò che rimane della struttura sono le grandi impronte di piede scavate nella pietra all'interno del tempio.

Del tempio rimangono solo il basamento in pietra, parti della pavimentazione e delle steli in basalto. Ma è comunque possibile farsi un'idea delle sue caratteristiche vibrazionali e dei motivi per cui fu costruito in questo luogo:

E' notevole soprattutto il percorso di ingresso nel tempio, lungo il quale sono ricavate nelle lastre le impronte della dea, di Ishtar, che qui posò i suoi piedi. Tradizione vuole che si debba cominciare dal sinistro della coppia di piedi all'ingresso e poi muoversi sui seguenti alternativamente a destra e a sinistra. Il percorso era riservato solamente ai sacerdoti.

L'analisi radiestesica conferma e completa la tradizione, mostrando i riflessi delle impronte e degli spazi intermedi su ogni chakra, con una scansione precisa ed equilibrata.

La dedicazione del tempio è ancor più manifesta quando se ne studiano gli allineamenti astronomici. Curiosamente, prendendo come riferimento il 1300 a.C. l'ingresso del tempio risulta orientato verso  il pianeta Venere, l'astro con cui è identificata nella posizione in cui si trova al sorgere del sole (Baal, il suo sposo) nei giorni dell'equinozio primaverile. Venere insomma in quel momento "entra" nel tempio, torna a casa.

 

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Francesco Teruggi

Scrittore e giornalista pubblicista. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti" (2015), autore del saggio "La Testa e la Spada. Studi sull'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni" (2017), co-autore del saggio storico "Il Filo del Cielo" (2019) pubblicato in edizione italiana e in edizione francese. Presidente dell'Associazione Culturale TRIASUNT. Responsabile Culturale S.O.G.IT. Verbania (Opera di Soccorso dell'Ordine di San Giovanni in Italia).

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